Storia di Pomarance


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Etruschi

Etruschi

Gli Etruschi costituiscono il popolo più importante dell'Italia preromana, che ha sempre attirato la curiosità della gente. Popolo misterioso e pio che assurse a vera grandezza. Sia che fosse giunto dal mare, originario dell'Asia minore, o che scendesse attraverso le Alpi, questo si stanziò in Italia al tempo in cui la Grecia dava inizio alla sua arte arcaica.
Della civiltà etrusca possono distinguersi tre periodi principali:
1° periodo paleoetrusco; dal IX secolo alla metà del VI secolo avanti Cristo.
2° periodo arcaico; dalla metà del VI secolo alla metà del V avanti Cristo.
3° periodo maturo, del fiore, a cui seguì una rapida decadenza fino al 1° secolo a.Cr .

Velathri

Fin dal VII secolo a. Cr. si può intravedere sull'alto monte, ove oggi è il Mastio di Volterra, un villaggio di capanne in legname e vimini, con una popolazione italica selvaggia più che barbara. Questo villaggio, dal nome Velathri, è abitato da poche centinaia di cacciatori e pastori. Velathri (Volterra) insieme a Cere (Cervéteri), Chiusi, Tarquinia ed altre otto città sono indipendenti e governate ognuna da un'aristocrazia che possiede l'autorità politica e religiosa e da Principi, dal nome Lucomoni, che si riuniscono una volta l'anno, a primavera, al centro della federazione delle dodici città stato, che è il santuario detto Fanum voltumnae (forse il lago di Bolsena) per discutere degli affari comuni.

Cecna o Ceicna
il territorio delle nostre alte valli dei fiumi Cecina e Cornia, fa parte dello Stato di Volterra, il più settentrionale delle dodici Lucumonie etrusche confederate.
Lo Stato etrusco di Volterra ha i suoi sacri confini che corrispondono:
-a settentrione con alcuni corsi d'acqua, la Fine di S. Luce, fra Vada e Rosignano e la Fine di Rivalto;
-ad ovest con il mare Tirreno;
-ad est con i territori aretino e chiusino;
-a sud con gli Stati di Vetulonia e di Roselle, di cui oggi esistono le rovine.
Nel centro-nord dello Stato di Volterra scorre il fiume Cecina. (Cecna o Ceicna, spirito protettore del fiume detto poi Cecina e la famiglia a cui era affidato questo culto fluviale, divenne quella famosa dei Cecina di Volterra).
Nel centro-sud, in una valle che riunisce tanti oggetti da richiamare la curiosità e le indagini di cultori di storia, scorre il fiume Cornia.
E' questo il favoloso fiume che il poeta egizio Licofrone all'inizio del III° secolo dopo Cristo, nella sua opera Alexandra, denominerà " Lingeo ", che scarica in mare correnti d'acqua calda.
La pastorizia si protrae a lungo nel territorio delle crete volterrane, perché sempre spoglie di boschi. Queste zone, per noi oggi regione povera, sono per i volterrani etruschi ricche e privilegiate, ove gli armenti, in maggior parte pecore, trovano erbe tenere, mentre tutta la regione dei boschi è abitata da lupi, orsi e cinghiali più che da uomini.
Pomarance, ove vi sono stati ritrovamenti etruschi, possiamo immaginarlo come un piccolo centro sperduto fra le vastissime boscaglie, che ancora si osservano fra la Cecina e la Cornia; è ubicato nella zona oggi compresa tra la Torre civica e le Grotte, la rupe o ripa, nell'area denominata nel 1600 il Cassero. Qui è il nucleo centrale abitato, originario del paese.
Lo Stato di Volterra è quindi composto da un popolo di pastori e cacciatori, gente divisa in piccoli centri e non raggiunge mai il grado di civiltà raffinata di Tarquinia o di Chiusi.
Si presenta solo come uno Stato capace di dare forma ad un ordinamento guerresco.
Non si conosce l'arte di costruire strade di pietrame con pendenze regolari, ma ci si serve di sentieri che seguono i crinali dei monti o tagliano le pendici a mezza costa. Circa nel 530 a. C. Volterra incomincia l'erezione delle mura, una grande ciclopica cinta che comprenderà nel 400 a. C. 115 ettari di terreno con 25.000 abitanti.
Essa è il centro ove convergono tutti i sentieri provenienti dalle valli dell'Era, dell'Elsa e della Cecina. Quando le tribù barbare dei liguri vengono segnalate, anche i pastori di Chianni, Palaia, Morrona, Soiana, si riuniscono in Volterra con i loro armenti e i nemici, rimasti senza risorse, sono costretti a ritirarsi alle loro montagne apuane anziché attaccare l'imprendibile fortezza volterrana cinta di mura.

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