Storia di Pomarance


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Etruschi

La moneta etrusca

La moneta può dirsi un piccolo monumento, che contiene gli elementi più disparati ed è di grandissima importanza nelle ri-cerche storiche di un popolo.
Molte volte è di informazione cronologica per le Divinità e Sovrani che vi sono effigiati. Serve a studiare le forme varianti delle lettere alfabetiche.
E' un minuscolo tiranno della cupidigia umana e testimonianza storica che permette confronti economici e artistici.
Volterra non ha zecca propria ma soltanto un sistema monetario di pezzi fusi. La moneta che corre in Volterra, e quindi nel nostro territorio, verso la fine del IV secolo a. C. è del tipo aureo, coniata con figure di evidente imitazione ellenica; vi è pure la moneta di argento, metallo che si trova in Etruria.
Una bella serie di monete fuse in bronzo, anziché coniate, dà a Volterra un primato nella numismatica primitiva. Abbiamo le serie con il segno del valore, del delfino e della clava con la scritta VELTHRI da una parte, mentre dall'altra è la testa di Giano bifronte.

Volaterrae: aes grave, dupondio

Testa gianiforme con petaso appuntito (Il petaso è un tipo di copricapo-In latino era petasus ed in greco petasoz , da petaw (stendo, spando).Era un cappello con falde larghe ed era usato dagli antichi nei viaggi o più in generale per ripararsi dal sole o dalla pioggia. Nasce come cappello da viaggio e, inizialmente macedone, fu usato dagli antichi Greci e poi dai Romani. Poteva essere di cuoio, di feltro o di paglia. Spesso era fornito di sottogola. In particolare era il copricapo di Ermes.)
Scritta retrograda FELA-ODI (in etrusco Velathri) intorno ad una clava fiancheggiata da I-I (indicazione di valore). 288,90 g; ca. 230-220 a.C

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